Recupero crediti stragiudiziale: come funziona?

Il recupero crediti stragiudiziale è un'attività di riscossione dei debiti che, a differenza del recupero crediti giudiziale, non prevede il coinvolgimento dell'autorità giudiziaria. Per questo motivo risulta decisamente più conveniente e consente di recuperare il credito in tempi più rapidi (di solito, non superiori a 90 giorni). 

A questo punto, avrai capito perché questo servizio è oggi così richiesto dalle società commerciali. Nel nostro articolo ti spiegheremo nel dettaglio come funziona: prosegui con la lettura, e saprai esattamente cosa aspettarti quando contatti un’agenzia specializzata nel recupero crediti stragiudiziale.

 

Prima fase: risoluzione di eventuali controversie


Quando non si riesce a incassare una fattura, non sempre il motivo è da ricercarsi nella volontà di non pagare l’importo dovuto. A volte, tra fornitori e clienti si verificano delle controversie che possono portare a un ritardo nei pagamenti. Alcuni esempi? Prodotti difettosi o la mancata ricezione della merce.

Gli operatori delle agenzie di recupero crediti sono preparati a risolvere questo tipo di contestazioni. Se la fattura non viene contestata dal debitore e se non si riesce a riscuotere il credito nel giro di poche settimane, si può a questo punto passare alla seconda fase.
 

E se non si riesce a rintracciare il debitore?
 

Se il debitore non è in alcun modo rintracciabile e ha fatto perdere le proprie tracce (per esempio, non comunicando all'Anagrafe il nuovo indirizzo di residenza), il credito viene considerato inesigibile.

In questi casi, l’agenzia di recupero crediti predispone una dichiarazione che attesta l’irreperibilità del debitore. Grazie a questa dichiarazione, che va trasmessa all’Agenzia delle Entrate, si avrà diritto alla defiscalizzazione del credito: ciò riduce il reddito imponibile e quindi la tassazione complessiva.

 

Seconda fase: la verifica della solvibilità


In ogni tentativo di recupero crediti, il primo passo è rappresentato da un’accurata e precisa verifica della solvibilità del debitore. In parole più semplici, questo significa reperire tutte le informazioni atte ad appurare se il soggetto in questione sia in grado o meno di saldare il debito.

Se il debitore può pagare l’importo dovuto lo si può scoprire solo attraverso un’indagine patrimoniale condotta da un’agenzia autorizzata. In questa fase vengono quindi rintracciati tutti i beni aggredibili in possesso del debitore, così da capire se è il caso proseguire con il tentativo di recupero crediti.

Un altro vantaggio dato da un’indagine patrimoniale preliminare è il fatto che, al momento di trovare un compromesso con il debitore, si avranno tutte le informazioni utili per negoziare un buon accordo.

 

Terza fase: l’accordo con il debitore


Nel caso in cui tutti gli step precedenti andassero a buon fine, si procede prendendo un accordo con il debitore. Sarà necessario trovare un compromesso tra le parti e decidere insieme come il debito verrà saldato.

Le opzioni sono tre:

Naturalmente, prima della stipula di un accordo, l’agenzia di recupero crediti concorderà con il creditore le varie opzioni che verranno proposte al debitore (comprese la rateizzazione del debito o il saldo e stralcio).
 

E se il debitore non vuole pagare?


Se il debitore, alla richiesta di saldare l’importo dovuto, non ne vuole proprio sapere, esistono due possibilità:

Chiaramente, cosa fare dipende soprattutto dall’entità del credito.

Per importi elevati, consigliamo di proseguire tramite avvocati: infatti, il denaro e il tempo che verranno investiti in questa attività saranno certamente compensati dalla somma che verrà riscossa. Questo, però, a patto che non siano decorsi i termini per la prescrizione del credito e che l’indagine patrimoniale non abbia dimostrato che il debitore è impossibilitato a pagare.

Se si tratta di piccole somme, invece, è quasi sempre meglio rinunciarvi del tutto. La parcella dell’avvocato, da sola, potrebbe infatti superare il valore del credito. Ciò renderebbe l’azione di recupero crediti giudiziale del tutto sconveniente.

Se il debitore si rifiuta di pagare e si rinuncia alla riscossione del credito, è possibile dimostrarne l’inesigibilità e ottenere tutti i vantaggi fiscali a cui si ha diritto in questi casi.

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