Documento di inesigibilità del credito: a cosa serve

In generale, con credito inesigibile ci si riferisce a un credito che certamente non verrà riscosso, o il cui recupero appare molto improbabile.

Quando un credito diventa inesigibile, è possibile procedere allo stralcio dei crediti. Stralciare il credito permette di ottenerne la defiscalizzazione e comporta quindi la cancellazione delle tasse sull’importo non riscosso, con ovvi vantaggi a livello economico per il creditore. Insomma: una perdita economica è pur sempre una perdita, ma con le giuste accortezze verrà “compensata” da una corrispondente riduzione del carico fiscale.

In un precedente articolo sul nostro blog, abbiamo visto in quali casi un credito viene automaticamente classificato come inesigibile dal Fisco italiano, ai sensi della legge 134/2012. Questa legge stabilisce infatti che i crediti di modesti importi e scaduti da almeno sei mesi non vengano calcolati ai fini fiscali, senza che il creditore sia tenuto a dimostrare alcunché. In tutti gli altri casi, per beneficiare della defiscalizzazione del credito sarà necessario produrre e presentare nelle sedi opportune della documentazione in grado di attestarne l’inesigibilità.

 

In quali casi un credito è inesigibile


L’inesigibilità del credito può essere provata ed appropriatamente documentata nelle seguenti situazioni:

  • accordo di ristrutturazione dei debiti
  • debitore sottoposto a procedura fallimentare
  • comprovata insolvenza del debitore (se risulta nullatenente o in stato di illiquidità)
  • irreperibilità del debitore
  • esito infruttuoso delle attività di recupero del credito precedentemente intraprese

In breve, il credito è inesigibile quando il patrimonio del debitore risulta non aggredibile dal creditore e non è possibile giungere a una mediazione soddisfacente tra le esigenze delle due parti (per esempio attraverso la sottoscrizione di un piano di rientro).

 

Come documentare l’inesigibilità del credito


La circolare del Ministero dell’Interno n. 557/PAS/6909/12015(1) chiarisce che le relazioni di inesigibilità del credito prodotte dalle agenzie di recupero stragiudiziale dei crediti sono valide ai fini fiscali.

Nello specifico, per ottenere la defiscalizzazione dell’importo non riscosso sarà sufficiente presentare una relazione – firmata e timbrata dalla società di recupero – che certifichi il mancato successo delle attività di recupero del credito messe in atto dalla società stessa.


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